DECIDI ORA O TACI PER SEMPRE

“Is in the moment of decision that your destiny is shaped”

Tony Robbins

 

Il tempo è diventato senza dubbio la risorsa più preziosa della nostra epoca, ancor più del denaro.

Sicuramente ti sarai chiesto almeno una volta: è possibile ottenere maggiori risultati, una qualità di vita maggiore e contemporaneamente avere più tempo a disposizione?

Lo so, sembra un’utopia…ma la risposta è sì!

Per riuscirci non basta fare il classico corsetto sulla gestione del tempo con le solite e ormai arcinote nozioni e tecniche per ritagliarsi un’oretta qua e là.

Il cambiamento necessario deve essere qualcosa di più radicale, a livello di mindset, perché se rimani nella mentalità del fare, beh non ci sarà strategia che tenga…da lì non uscirai più.

LA MENTALITÀ DEL FARE

È quella che ti porta a organizzare il tuo tempo secondo la classica domanda “Che cosa devo fare?”. Facile notare la presenza del tipico verbo “dovere” e la caratteristica parola chiave “fare”, che ti porterà a creare la cosiddetta To do list.

La mentalità del fare è la vecchia mentalità dei nostri genitori, dei nostri nonni, che è stata tramandata di generazione in generazione. Un tempo funzionava davvero. Quando il livello medio di performance era settato su un grado medio basso di output, la mentalità del fare funzionava: facevi qualcosa in più rispetto alla media ed il risultato di certo arrivava. Lavoravi 12 ore al giorno e scalavi le classifiche in un batter d’occhio. Ti facevi un discreto “mazzo” per prendere una qualsivoglia laurea ed ecco pronto per te un futuro roseo e ricco di soddisfazioni.

Oggi non è più così. Lavorare 12 ore è la media nella stragrande maggioranza delle realtà aziendali, per non parlare poi delle libere professioni… Oggi la laurea non è altro che un primo step di formazione che in molti casi non è sufficiente nemmeno ad assicurare un impiego.

Oggi siamo entrati in un’altra era, viviamo in un mondo digitale e frenetico, scontrandoci col fatto che è sempre più facile trovarsi sopraffatti da mille impegni, incombenze, attività e urgenze. Tutto questo porta a fare tanto, sotto stress e con risultati che raramente ci soddisfano appieno.

La soluzione è cambiare mentalità.

LA MENTALITÀ DEL RISULTATO

È necessario passare dalla mentalità del fare alla mentalità del risultato.

La chiave è individuare le strategie, il mindset e i comportamenti degli individui con la mentalità del risultato, modellare le loro strategie e fare in modo che questo approccio arrivi a permeare la nostra vita in ogni suo aspetto.

Il tempo…

Pensaci un attimo, il tempo delle nostre giornate è fisso: tutti noi abbiamo lo stesso identico ammontare di tempo: 24 ore. Dinanzi a questo, le disuguaglianze vengono abbattute.

La differenza sta in come lo utilizzi. Il denaro si può gestire, la comunicazione e lo studio anche…il tempo no! Possiamo però gestire noi stessi all’interno del tempo.

La chiave è sviluppare il mindset giusto che permetta di realizzare le proprie ambizioni senza sacrificarsi sull’altare del successo professionale.

Il cambiamento sta nella nostra testa. È la nostra mente che dobbiamo imparare a gestire, non il tempo. È necessario cambiare modo di pensare perché sono i nostri schemi mentali che determinano come agiamo e quindi i risultati che otteniamo.

Il soggetto tipico della mentalità del fare la domenica sera si pone la fatidica domanda: cosa devo fare domani?

Tira giù una bella lista e la ordina secondo priorità, durata e importanza. Cerca di incastrare le decine di attività nella sua agenda settimanale. Gioca a Tetris con caselline di varie dimensioni in modo da avere ogni spicchio di tempo perfettamente incasellato.

A fine settimana questo giochetto gli ha permesso di portare a termine la stragrande maggioranza delle attività che aveva deciso di fare.

Il livello di stress è regolarmente aumentato.

Non sarà riuscito a completare tutte le attività perché è impossibile farlo.

Chi vive nella mentalità del fare può avere 30 ore al giorno e comunque non gli saranno sufficienti a completare ciò che ha nella lista.

L’obiettivo di chi ragiona in questo modo è quello di smarcare quante più attività possibili presenti nella to do list creata a inizio settimana, e qual è la strategia per farlo? Portando a termine le attività che richiedono un minor dispendio di energie sia fisiche sia mentali: attività poco importanti, magari anche urgenti, ma che spesso potrebbero essere tranquillamente delegate a qualcun altro. In questo modo, restano spesso fuori dalla lista le attività cruciali, quelle che generano i risultati maggiori.

Oggi fare di più non è sufficiente, oggi conta cosa fai e come lo fai, molto più che quanto fai. Se vuoi ottenere di più, devi fare di meno, concentrando le tue energie su ciò che fa la differenza. Non puoi pretendere di fare tutto, devi decidere cosa vuoi e concentrati su quello.

Nel 1896 l’economista Vilfredo Pareto, uno degli italiani più studiati al mondo, enunciò quello che è comunemente noto come “Principio di Pareto” o “regola dell’80-20”.

Questo è estremamente utile per gestire con rapidità e facilità situazioni e problemi complessi, soprattutto quando si deve mettere a fuoco sia il problema sia la soluzione. In poche parole, esso afferma che l’80% dei risultati che otteniamo deriva dal 20% di ciò che facciamo e, viceversa, l’80% delle nostre attività genera soltanto il 20% dei nostri risultati.

Per essere efficaci oggi bisogna concentrare le proprie energie su quel 20% di attività che fa la differenza a costo di eliminarne o ridurne drasticamente altre.

Ed è qui che entra in gioco la mentalità del risultato.

Ricordi la domanda della mentalità del fare: “Cosa ho da fare adesso/oggi/questo mese?”

Cancellala!

La mentalità del risultato si fonda su una domanda molto diversa dalla precedente: “Quali risultati voglio ottenere?

È facile notare la presenza del verbo “volere” e la parola chiave “risultati”. Alla mentalità del risultato interessa ciò che si vuole ottenere, non cosa c’è da fare a priori.

Il focus è incentrato sui risultati e l’impegno sarà di conseguenza maggiore perché maggiore sarà la motivazione, nonché l’obiettivo da raggiungere che abbiamo in mente.

Arrivati qui, vorrei che da adesso focalizzassi la tua attenzione sul risultato e che definissi il tuo piano di azione in base a ciò che devi raggiungere.

Non ci sarà mai il tempo per fare tutto, questo vale per me, per te come anche per il più grande stacanovista al mondo.

Individua nella tua vita le attività che concorrono al risultato che vuoi ottenere e concentrati su quelle!

Il tempo è un elemento oggettivo e oggettivamente limitato. Non lo controlli e non lo gestisci.

L’unico elemento che puoi gestire all’interno del tempo sei tu, sono le tue decisioni e di conseguenza le tue azioni.

Ed ecco che tocchiamo un altro tassello fondamentale per essere padroni del tempo: saperdecidere.

Devi allenare il muscolo delle decisioni esattamente come in palestra si allenano bicipiti e quadricipiti.

Decidere vuol dire recidere: elimina le alternative e focalizzarti su un’unica opzione. Nellamentalità del risultato devi avere la capacità di capire cosa va fatto e cosa non va fatto, ed è fondamentale aver sviluppato il potere decisionale.

Ne consegue che devi saper scegliere: le persone efficaci fanno meno cose e ottengono più risultati.

Quali sono le difficoltà connesse al processo decisionale?

I motivi principali sono: Paura, Incertezza, Mancanza di abitudine, Mancanza di risorse.

Analizziamo brevemente i 4 blocchi.

  1. Paura

Si è portati a non decidere per paura di cosa?

Delle conseguenze di una decisione sbagliata, del possibile fallimento, del giudizio e del rifiuto delle altre persone, delle responsabilità, del senso di inadeguatezza o di rivivere brutte esperienze passate.

La paura ci priva del nostro potere personale, ovvero l’abilità di agire.

La soluzione non risiede nel completo annichilimento della paura stessa, bensì nel suo controllo.

La paura si può superare in tre modi:

– Chiedendoti cosa ti spaventa di più, e delineando la paura nel modo più chiaro possibile. Solo in questo modo è possibile affrontarla: smettendo di nutrirla, di farla crescere sempre più, poiché uccide le tue ambizioni e incoraggia l’immobilismo;

– Ragionandoci sopra e comprendendo che è solamente uno stato mentale.

 Affrontandola: nel momento in cui affronti una tua paura essa si dissolve. A volte è necessario affrontarla più di una sola volta per convincerti del fatto che si dissolve, ma lo farà ogni volta.

Pensa a una decisione che in passato avresti voluto prendere ma che non hai preso. Quale paura ti ha bloccato nel decidere?

  1. Incertezza

Il secondo motivo che porta a non prendere decisioni alberga nel fatto che si vuole sempre avere un alto livello di certezza sull’esito finale della decisione. Nella vita quotidiana questo non è quasi mai possibile. Si è quindi portati a procrastinare le decisioni a un punto tale per cui sarà sempre troppo tardi.

Pensa ad alcune buone decisioni che hai preso in passato. Qual era il livello di sicurezza circa le possibili conseguenze? Avevi davvero la certezza matematica di ciò che sarebbe successo oppure ti sei lasciato guidare dalle tue motivazioni e convinzioni più profonde?

  1. Abitudine

Il terzo motivo è proprio la mancanza di abitudine nel prendere decisioni, da quelle più importanti e delicate fino alle più semplici e di minore impatto.

Avrai sicuramente avuto a che fare con chi al ristorante esamina il menù per 20 minuti per decidere una pietanza, arriva il cameriere pronto a prendere le ordinazioni, e questo qualcuno chiede: “Posso avere ancora 5 minuti?”.

Bisogna allenare il “muscolo delle decisioni” e farlo ogni giorno, più volte al giorno, anche nelle decisioni quotidiane di poca importanza. Così facendo, sarà possibile trovarsi a proprio agio nei momenti delicati dove le decisioni da prendere rivestono priorità di ben altro livello.

Pensiamo di non avere abitudine a prendere decisioni quando invece sappiamo farlo perfettamente. Ogni giorno da quando ci svegliamo prendiamo centinaia di decisioni: decidiamo quali vestiti indossare, se fare o meno colazione, come farla, cosa mangeremo per il resto della giornata, decidiamo dove sederci sui mezzi di trasporto, dove sederci in aula, a una riunione…

Per comunicare al tuo cervello quanto sei già capace di prendere decisioni e farlo velocemente prova ad allenarti per una settimana aggiungendo mentalmente, o a voce alta “Io decido di…”, prima di ogni azione che ha richiesto la presa di una decisione anche piccola (per esempio: “Io decido di mettere la camicia celeste, io decido di scendere a questa fermata dell’autobus e fare un tratto a piedi sotto il sole, io decido di…)

Quali potrebbero essere alcune decisioni, anche di minore impatto, che potresti prendere giornalmente la prossima settimana?

  1. Risorse

L’ultimo motivo riguarda il fatto che prendere decisioni risulta difficile e faticoso perché non si usano tutte le risorse a disposizione nel momento opportuno. L’essere umano è dotato di quattro tipologie di “risorse”:

a) Fisiche

b) Mentali

c) Emozionali

d) Spirituali

È importante poter fare affidamento su di esse ogni qual volta siamo in procinto di prendere una decisione. Sono fondamentali per non sentirsi sopraffatti da stati d’animo depotenzianti che ci condurranno nella stragrande maggioranza dei casi a optare per decisioni mai vincenti. Pensa ad una decisione che dovresti prendere in questo periodo. Quali sono gli stati d’animo che provi a riguardo? A quali risorse credi di riuscire ad attingere?

ESERCIZI PRATICI

Esercizio 1: Mentalità del Risultato

Per i prossimi 5 giorni chiediti ogni giorno: Che risultato voglio ottenere?

Assicurati di farlo sempre con carta e penna a portata di mano. Carta e penna, non cellulare! Ogni giorno poniti questa domanda e appunta la risposta.

Passati i 5 giorni butta giù una lista delle attività più importanti che concorrono ai risultati che veramente ti interessa ottenere.

Esercizio 2: Il muscolo delle decisioni

Alla luce di quanto esposto sopra, prova a fare questo esercizio che ti aiuterà amigliorare il tuo potere decisionale.

Per prima cosa analizza molto attentamente come si svolgono le tue giornate tipo e fai due liste:

Lista 1: le dieci principali attività lavorative, o legate allo studio, alle quali dedichi più tempo ed energia.

Lista 2: relativa alla tua vita personale, sempre con lo stesso criterio.

Adesso, per ognuna delle due liste stilate, domandati quali sono, tra tutte le attività che hai scritto, quelle che generano risultati direttamente o che, indirettamente, ti consentono di generarne altri.

Sarà a queste che dovrai dedicare le migliori energie.

Per arrivare ai risultati che vuoi ottenere, dovrai prendere delle decisioni.

Ora che entrambe le tue liste sono state riviste e corrette secondo il criterio della mentalità del risultato, pensa ad una decisione importante, legata alla sfera lavorativa o personale, che rimandi spesso o che non hai mai preso e che sai potrebbe migliorare ulteriormente i tuoi risultati personali.

È molto importante che tu la scriva su carta per focalizzarla meglio.

Adesso ripensa ai quattro principali motivi che impediscono alle persone di prendere decisioni, rifletti e ragiona su quelli che ti hanno impedito o che ti impedirebbero di prendere questa importante decisione.

Rispondi alle seguenti domande relative alla decisione importante che hai scritto:

Perché è importante farlo adesso?

Cosa otterrai?

Cosa cambierà nella tua vita?

Che tipo di persona diverrai?

Ora rileggi bene a voce alta l’importante decisione da prendere che hai scritto e rileggi le risposte che hai dato.

Rileggere a voce alta è molto efficace perché serve a dare più importanza alla decisione che vuoi prendere e ti spronerà ulteriormente a renderla concreta.

Ultimo step: concentrati su quale sia il primo passo da fare per raggiungere quella decisione e scrivilo.

Quali sono gli step immediatamente successivi al primo? Scrivi anche quelli.

Ripetili più volte guardandoti allo specchio o, meglio ancora, di fronte a più persone possibili e in ogni situazione.

Infine, dopo aver scritto quali potrebbero essere i passi successivi, ritorna sul primo e… fallo subito!

Decidi adesso!

Ti auguro un grande in bocca al lupo per le tue decisioni.

A presto,

Raffaele